Il blog di Cristina Lioci racconta tutto il gossip del momento, dalle star internazionali, fino a quelle del nostro paese.. Il pettegolezzo è il nostro forte e non mancheranno gli scoop! Ma parleremo anche di televisione e di fatti di cronaca.
Dopo l'intervista personale che il comico di Zelig, Alessandro Politi, in arte Grande Mago, mi ha dedicato, oggi ha voluto raccontarmi l' esperienza vissuta a Celebrity Games, la maratona olimpica dei vip, andata in onda su Italia1 e condotta da Marco Berry.

Ciao Alessandro, la maratona è stata realizzata per aiutare i bambini in Africa e anche tu già sostieni questi progetti sociali. Come hai vissuto l' esperienza a Celebrity Games?
Esatto Cristina, anch'io come Marco Berry sosteniamo alcune Onlus che aiutano i bambini orfani in varie zone dell'Africa, e quindi ci sentivamo spesso per altri progetti sociali; poi è arrivato anche questo progetto-esperimento chiamato Celebrity Games, dove Marco mi ha detto che avrebbe avuto a cuore la mia partecipazione al programma, ma ad una condizione: dovevo fare il salto ad ostacoli ma con il gonnellino scozzese! Ovviamente ho accettato , pensando tra me e me ma "cosa vuoi che sia, non ho neanche bisogno di prepararmi.." e così sono arrivato li il giorno delle gare senza avere la minima idea di quello che dovevo fare.
Effettivamente, il salto col gonnellino è stata la parte più
divertente.. Tu facevi parte della squadra di Zelig: gli altri si sentivano preparati a correre?
Ma proprio per niente! La mia squadra non era preparata, tanto bisognava combattere con quelli de Le Iene e di Colorado, ma poi sono apparsi personaggi che erano dei veri e propri alteti, come ad esempio Brumotti che è sono difficili da battere.
Beh, voi siete stati divertenti , ma anche un po' "guerrieri"..
Sì, diciamo che noi di Zelig abbiamo reso la parte più comica del programma , con Barbato vederlo cadere e rotolarsi nei 100 metri veloci, vedere Beppe Braida saltare in lungo quanto una lumaca, o Franco Neri lanciare il peso praticamente sui suoi piedi:
una disgrazia dietro l'altra.. Il nostro personal coach Raul Cremona non sapeva più se piangere, ridere o pensare di andare a casa.
Pero' nell' ultima gara avete dato il meglio di voi!
Nell'ultima staffetta 400 metri, detta anche la staffetta della morte in atletica, abbiamo dato il cuore e ottenuto una seconda meritata posizione che non ci ha fatto vincere niente se
non risollevare l'orgoglio ormai insabbiato.
Marco Berry ci ha ringraziato personalmente il giorno dopo, per aver dato un po di cuore alla manifestazione, che ha raccolto fondi necessari per la costruzione di un ospedale pediatrico..
Siamo davvero felici che, questo evento unico e divertente, non sia servito solo a far ridere gli italiani, ma che abbia contribuito ad un progetto cosi' importante, come quello della costruzione di un ospedale pediatrico in Africa.